02 Gennaio 2011

2011

Ormai sono un'anziana signora. C'è da dire che le grafiche fescion e lo spam di giovani non mi attizzano più quel tanto. Cambio casa e mi riapproprio della mia vecchia identità. Mi troverete qui.

Contenta Vila? :)

 
15 Novembre 2010

Let it die.

E' finita. Magari vi aggiorno quando esco dal letargo.

 
11 Novembre 2010

Sorry seems to be the hardest word.

Scusate se non rispondo tempestivamente ai vostri commenti. Siete sempre così carine, che il mio procrastinare non fa che aumentare le note di demerito che mi auto-conferisco. ne ho collezionate talmente tante che non so nemmeno più dove metterle.
Risponderò, davvero lo farò. (Vila, non riesco a credere che ancora passi di qua, mi scaldi il cuore.)
E' che parlare è così difficile. Realizzare, mettere nero su bianco, pensare...sono cose che detesto fare ultimamente. Vorrei tanto poter vivere in uno stato di costante catalessi, una pianta. E' tanto difficile portare a termine una giornata. Perchè è così difficile, sempre?
E comunque, se amare significa anche lasciare andare, sia.
Ma perchè devo sempre lasciare andare io quello che AMO?
Ecco sono domande a cui nessuno saprà mai darmi spiegazione, perchè forse non c'è nemmeno.
Ma quanto mi odio.
Odio il mio aspetto fisico, perchè sul piano personale fondamentalmente non c'è niente che non posso dare.
Io sono un'orribile persona.

 
08 Novembre 2010

Aggettivi latenti.

Quella parola che inizia per "i" e che non oso pronunciare.
Sono spacciata.

 
04 Novembre 2010

Soon we'll be found.

Ecco la seconda parte del racconto. Sarà lunga e tempestosa, anche perchè dal momento in cui ho iniziato a scriverlo ad oggi ne sono successe di ogni...Quindi cercherò anche di tagliare un po', giusto per non esservi troppo pesante...
Dunque. Decidiamo di ripartire secondo questi nuovi presupposti, che lui accetta completamente. Per sfortuna, già il giorno dopo è ripartito. Il che non ha permesso di consolidare le belle parole dette. E' ripartito subito per una settimana; è andato a Roma in permesso di studio per dare un esame. I primi due giorni che era via, era molto affettuoso per telefono. Ma già dal terzo...non so. Mi sembrava avesse ripreso un po' le distanze. Ma non era quella sensazione ferma e irremovibile della Polonia, piuttosto stavolta avrebbe potuto essere solo una paranoia. Stava studiando, gli ho concesso il beneficio del dubbio. Certo, fidarmi era difficile, a maggior ragione perchè la sera era sempre in giro con gli amici. Solo che...avrei voluto maggiori rassicurazioni, ecco.
Arriviamo al sabato di quella settimana, ovvero il giorno in cui probabilmente sono venuta meno a quel presupposto di cui parlavo e che ho messo come prima condizione per un nuovo rapporto tra me e lui. Sabato sera c'è stata una festa al negozio dove lavoravo. Ero là con i miei amichetti gay a commentare ogni singolo ragazzo che entrasse e le scarpe delle tizie. Si, con i gay di questo si parla. O almeno, con i gay si parla di questo durante eventi mondani dove scorrono fiumi di alcool. Verso fine serata, arriva il figlio della ex-capa, con il quale ero già stata a letto tempo fa. il clima era affabile e goliardico, ma ho comunque cercato di mantenere un certo self control nonostante la sbronza.
Solo che...per l'ennesima volta il poliziotto è stato sfuggente. E io ne avevo abbastanza della sua distanza. E l'alcool mi ha portata ad essere vendicativa. Sono tornata a casa, ho chiamato il figlio della ex capa e...beh potete immaginare.
Ora; voi probabilmente penserete che mi sia contorta dai sensi di colpa. Beh...no. No, e non so nemmeno perchè. Qualcuno potrebbe obiettare che forse il poliziotto non mi piace tanto quanto non ve la stia raccontando, ma smentisco anche questa eventualità. Mi piace DA MATTI. Forse se non mi fosse piaciuto così tanto non avrei nemmeno percepito quel sentimento di rivalsa e vendetta che mi ha portato a fare quello che ho fatto. Non mi varrà una medaglia, ma non mi condanno. Fine.
Semmai la condanna che merito è l'omertà: a lui non ho detto nulla. E non so se sono una persona sgradevole e meschina, ma credo che sia un'informazione totalmente fuori luogo. Boh, non so spiegarvi, credetemi. Cercate voi di interpretarmi. Fatto sta che lui è tornato da Roma e abbiamo ricominciato a frequentarci come sempre. Credo che da allora siano passate almeno 2 settimane. Quindi due idilliache settimane dove un uomo e una donna si compiacciono della reciproca frequentazione. Il tempo migliore che abbia mai speso. La qualità del mio tempo è sensibilmente migliorata da quando c'è lui con me.
Tutto bellissimo fino a martedì.
Martedì faccio un'ora e mezzo di straordinari in ufficio. Ero stanchissima e avevo proprio voglia che il "mio" uomo mi coccolasse. La sera mi viene a prendere in stazione, arriviamo a casa e...niente. Io aspetto il contatto, il contatto non arriva. Lancio sguardi che implorano (non nel senso patetico del termine) un contatto fisico di qualsiasi genere, e questo non arriva. A questo punto ne ho fatto una questione di principio: cazzo, se non ti tocco io, se non ti bacio io, se non mi avvicino io...tu non ti smuovi? No. Pertanto quella sera per me è stata all'insegna dello scazzo, ma ho sperato che almeno a letto si rifacesse.


No.

Presa dallo sconforto, decido di parlargli di questa cosa. Gli faccio notare che non è possibile che non prenda mai l'iniziativa. Lui riconosce la colpevolezza e si giustifica con un "a parte stasera che sono un po' stanco, non lo faccio perchè di solito lo fai sempre tu". Mi sono sentita malissimo: oltre a non sentirmi desiderata come ragazza, mi sono sentita scontata come persona. Potete immaginare con che stato d'animo mi sono addormentata e soprattutto svegliata. Al mattino ero scostante, e se n'è accorto. A metà mattina scatta il messaggio di richiesta di informazioni. Gli rispiego che la sera precedente ho sottolineato come avrei desiderato un po' più di slancio da parte sua, un po' su tutti i fronti, ed ero rimasta ferita all'idea di essere "scontata". Ha detto che non voleva ferirmi, ma solo fare una battuta.
Adesso dovete drizzare le antenne, perchè è qui che il mio cuore inizia a crepare.
Ha comunque precisato che...no anzi, vi scrivo direttamente il messaggio perchè ho bisogno che voi leggiate le stesse parole che ho letto io per esprimere dei giudizi:

"Per il discorso 'contatto' hai ragione. è colpa mia che mi sono 'abituato' a te che prendi l'iniziativa e mi piace. e non sei la mia 'anti solitudine' (gli ho detto che avevo bisogno di sentirlo più presente in questa cosa che mi piace ma che mi spaventa perchè temevo di essere lo spettro per allontanare la sua solitudine). ne avevamo già parlato:: a me fa piacere passare del tempo con te, ed è reciprovo. questo mi basta, e non chiedo altro proprio perchè so di non poter dare altro. non voglio deluderti nè ferirti, ma per riuscirci tu devi sapere e capire la nostra situazione e decidere se ti va bene o meno. se ti va bene, io e te abbiamo solo da sorridere e stare bene quando stiamo insieme, senza pensare a niente e senza pretendere niente. scusa le parole, ma non so esprimermi meglio".

Ecco, dopo un messaggio del genere, a me la terra sotto i piedi è sprofondata. Non ha capito un cazzo allora, quella volta che ci siamo parlati. Non ha capito un cazzo dei "presupposti". Cosa significa "senza pensare a niente e senza pretendere niente"? Io DEVO pretendere un minimo impegno. Non tanto, ma quel tanto perchè lui non vada a strombazzarsi i troioni spagnoli in giro. Quel tanto che mi faccia sentire un po' sua. Non tanto, ma un po'. Quel tanto da poterlo chiamare mio. Non tanto, ma un po'.
Ho cercato di sdrammatizzare, perchè la possibilità di perderlo si è fatta forte e pericolosa. E quando so che potrei perdere qualcosa di cui non posso più fare a meno, faccio quello che mi riesce meglio: mento. A me stessa, e agli altri. A lui.
Gli ho detto che non voglio che finisca, ma che deve farsi più avanti.
Ed ecco l'ennesima risposta risucchia-anima:

" :) nemmeno io voglio che finisca, perchè sai che sto bene..l'importante è sapere come stanno le cose, per non rischiare di rimanerci male dopo. nessuno chese o pretende niente, e si prende solo ciò che c'è di bello..ok? e vai tranqui: alla prossima faccio tutto io"

No ragazze, non ci siamo. Sto intraprendendo la solita cosa masochistica che mi riporterà diretta all'inizio. A starci male. Quello che non riesco a capire è, se stiamo così bene, perchè lui debba precludere il tutto. Mi spiego meglio.
Ok, tu hai paura, forse non hai voglia di sentirti impegnato di nuovo. Ci sta. Certo se non ci viviamo, è difficile capire se c'è la voglia di sentirsi di nuovo legato a qualcuno. Quindi viviamoci. Ma se vedi che stiamo così bene, perchè devi già dire che "dopo" qualcuno ci rimarrà male? Ma davvero un uomo pensa che mettendo le mani avanti se una cosa finisce poi non ci saranno conseguenze?
Ma soprattutto: perchè deve finire? Apettarlo, viverlo nel meraviglioso modo in cui ci siamo vissuti finora varrà la pena di un'attesa? Lunga e crudele, ma se portasse a qualcosa di bello?
Ma se deve finire, che senso ha continuare a cercarmi?

Io non so darmi risposta, non ho pace. E stanotte potrei rivederlo. E sicuramente riaffronteremmo il discorso.
Ho tanta paura. Non voglio perderlo. La sola idea mi è penosa.
Quanto sono caso umano da uno a centomila?

 
27 Ottobre 2010

Magari se mi imepgno...

Riesco anche a fare un post fino in fondo. Vi devo un sacco di spiegazioni, e le devo anche a me stessa, visto che mettere nero su bianco mi ha sempre aiutata a fare chiarezza in questo caos che è la mia testa. Sono le 9 in punto, sono in ufficio da sola e inizio a scrivere questo post.
Siete rimasti...boh. Alla Polonia e ai miei successivi farfugliamenti. Ebbene, il poliziotto è stato in Polonia 5 giorni e in quei 5 giorni è andato a letto con un troione spagnolo. Ora, non è che la chiamo "troione" solo per una questione di orgoglio, ma non è proprio quella che considero una ragazza acqua e sapone come, in un certo senso, posso esserlo io. Come faccio a dirlo? Eh, è qui IL punto, quello che ha scatenato tutto. Purtroppo viviamo nell'era di facebook. E in quest'era, la privacy non è più un diritto, quanto piuttosto un'eventualità. E proprio su facebook un pomeriggio vedo che il poliziotto diventa amico di questa strafiga. Senza saper nè leggere nè scrivere, capisco subito che ci ha scopato. Non saprei dirvi perchè l'ho pensato, ma è stato comunque un pensiero talmente cristallino e fulminante che non poteva essere solo un presentimento: era così. Sapete quando si dice sesto senso? Ecco. E' quella sensazione di certezza potente e spaventosa. Il mio sesto senso è stato sempre molto acuto, anche se spesso ho mentito a me stessa tacciandomi di essere solo paranoica. Vedi ad esempio col romano...si, te. Che tanto lo so che leggi. Ci avevo visto bene no? Sei un pezzo di merda.
Torniamo a noi.
Dopo aver visto la cosa di facebook, ho passato giorni di tormenti in cui cercavo di calmarmi e dirmi che "forse non è così". Lui torna, viene subito a casa mia. Ceniamo, è spigliato. Mi racconta di cosa ha fatto, cosa ha visto. E io che aspettavo col groppo in gola. Niente, nessuna menzione alla spagnola. Il che mi rende ancora più sospettosa, ma mantengo la calma. Andiamo a letto, mi coccola, iniziano i cosiddetti preliminari (un particolare che non ci tenevo a dirvi, ma fa parte del racconto). Dopo averlo soddisfatto ci mettiamo a dormire. Ancora nessuna menzione alla spagnola. E io non ce l'ho fatta. Mentre eravamo ancora abbracciati gli chiedo un banale "ma hai fatto il bravo in Polonia?". La sua risposta è stata una risata, isterica. Il mio cuore si blocca per un attimo, dopodichè parte il panico. Lui che cerca di trovare delle parole e l'unica cosa che riesce a chiedermi è "che pensi? che pensi di me?". Io che non riesco a trovare nemmeno una parola, nemmeno un insulto. L'unica cosa che sono riuscita a dirgli è di vestirsi e andarsene. Mentre si rivestiva cercava di parlarmi, ma non gli ho mai dato questa possibilità. E' riuscito solo a chiedermi "ti ho delusa, vero?". Non so con che occhi sia riuscita a guardarlo, ma probabilmente erano un misto vuoto/lampi. E dopo averlo incenerito con uno sguardo, se n'è andato. Sembrava davvero dispiaciuto.
Beh, io lo ero un po' di più.
I due giorni successivi non faceva altro che lasciare messaggi sul suo facebook dicendo quanto stesse male per la cosa, quanto fosse dispiaciuto, quanto avesse ancora la necessità di parlarmi. Dopo una dose eccessiva di diazepam, decido di riaprire i contatti. Gli scrivo una mail, chiedendogli cosa avesse di tanto importante da dirmi se non la solita solfa del sei-tanto-una-brava-ragazza-ma-io-adesso-non-me-la-sento.
E per una volta, posso dirvi che mi sono sbagliata. Non voleva dirmi quello. E non voleva farlo tramite facebook. Quindi ci siamo visti la sera, ho lasciato che parlasse. Mi aveva scritto anche una mail, nel frattempo. Ha detto di essere sinceramente dispiaciuto, che non sapeva cosa l'avesse spinto a comportarsi così, che non aveva mai fatto il coglione in giro, che le ultime due storie (finite male) l'avevano provato a tal punto che nemmeno lui sapeva più cosa volesse o come volesse ottenerlo. Quello che ci ha tenuto a precisare, è che con me sta davero bene. E' tranquillo. Tutto quello che abbiamo fatto insieme in questo mese e mezzo lo ha reso felice e vedermi così delusa quel giovedì sera per lui è stato insostenibile. Ha detto che non voleva perdermi, ma allo stesso tempo non poteva nemmeno convincermi.
Amiche, amici se ci siete, credetemi: con la stessa certezza in cui ho percepito il tradimento, ho percepito anche il dispiacere. Era lì, scritto nei suoi occhi, insito nelle sue parole. E non ce l'ho fatta. Avrei, giuro!, avrei voltuo trattenermi, fare la ragazza ferita ed emancipata che lo sfancula. Ma non ci sono riuscita. Prima di tutto perchè lui mi piace, seconda di poi perchè per la prima volta mi è sembrato che un ragazzo si rivolgesse a me in modo sincero. Ci siamo dati una nuova possibilità, ma con nuovi presupposti. Forse ancora non stiamo insieme, anzi, di sicuro non stiamo insieme. Ma ho posto come limite l'onestà. E per me onestà non significa tradire e poi venire a dirmelo. Quella per me è un'onestà a senso unico di cui non so cosa fare. Onestà per me significa analizzarsi, chiedersi cosa si vuole davvero. Se non sono quello che vuoi, prima lasciami e poi vai con un'altra.
Un tipo di onestà che forse non sono riuscita a mantenere.
Mi fermo qui, faccio il post in due tranches. Almeno potete respirare un po' anche voi.

 
25 Ottobre 2010

...

Non ci siamo. Non ci siamo proprio. Non ci siamo per niente. Non ci siamo su niente.
E non ho nemmeno il tempo di aggiornare il blog!

 
15 Ottobre 2010

non immaginavo nemanche io che avrebbe fatto così male.
stasera.
stasera voglio che finisca tutto.

Come volevasi dimostrare.

I miei sospetti erano fondati.
E' finita.
Io stasera mi svuoto una scatola di diazepam.
Se non mi sentirete mai più mi sa che è per quello.
cià.

 
12 Ottobre 2010

Impressioni, giuste.

L'impressione è che non solo il poliziotto in Polonia si sta sbattendo una spagnola bionda e figa, ma penso anche che al suo ritorno in italia smollerà me.
Sì, accadrà. Ovviamente la cosa si verifica non appena faccio pace tra cuore e cervello e ammetto che lui mi piace. Non all'inizio quando ancora non ci avevo investito due soldi.
Si può essere più merdose?
Io vorrei solo sprofondare.

 
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