11 Ottobre 2010
Se Dio vuole i festeggiamenti del matrimonio di mio fratello sono finiti ieri. Ho mangiato talmente tanto che ho sentito il mio stomaco ribellarsi. Il mio cervello che dava chiari impulsi: "non ce n'è più, hai capito? basta mangiare, cazzo!". Così non ho fatto, il che ha comportato una notte insonne e, santo cielo, sono le 10 meno un quarto e sto ancora digerendo. Ormai sono così grassa da farmi veramente schifo. Che sia la volta buona per perdere quei famosi 15 chili? potrei anche accontentarmi di 10...e se contattassi un dietologo? Dovrei anche andare dalla ginecologa in realtà. Dove li spendo questi preziosi 100 sacchi? Ci devo pensare. Col poliziotto continua ad andare, benchè lui in questo momento sia in Polonia. Vacanza pseudo culturale, altamente depressiva per certi aspetti visto che andranno a visitare i campi di concentramento. Personalmente il mio grand tour dell'orrore l'ho fatto a 12 anni, quando alle medie ero stata estratta per farmi sta 5 giorni in germania nei giorni della memoria. Nella memoria, più che altro, mi è rimasta la scala della morte di Mauthausen, il cui nome è tutto un programma. Vi dico solo che a metà scala mi sono bloccata, mi sono messa a piangere e quelli della security sono venuti a recuperarmi. Contanto di crisi isterica per il ritorno. Ma lui è un uomo coraggioso e supererà ogni scala, anche ad Auschwitz. Posto che là ci siano delle scale. Comunque. e' passato quasi un mese e mezzo da quando ci frequientiamo, il che lo annovera nel record "la mia storia più lunga". Sempre che di 'storia' si possa parlare. Da qualche giorno, forse un paio di settimane, sono uscita dalla fase "devo respingere questa cosa con tutte le forze" a "vorrei che fosse vero". Lui mi piace tanto. E' bellissimo sotto ogni aspetto in cui un uomo può essere bellissimo. E' semplice, mi fa ridere. E poi non mi fa mai pesare i miei difetti fisici. Tipo il mio culone, la cellulite o le smagliature. E nemmeno il mio naso rotto. A volte mi fermo e provo a immaginare come sarebbe il mio profilo se quando ero piccola non mi fossi scatafasciata il naso. Beh, sarebbe un profilo MEGLIO. Dovrò proprio aggiungere un intervento di chirurgia correttiva alla mia lista: rinoplastiche come se piovessero! Insomma, questo uomo meraviglioso non è che mi ricopra di complimenti o di regali, non è questo che lo rende così meraviglioso. Credo che di complimenti me ne abbia fatti due in un mese e mezzo. Ma si sentiva che erano veri. Io almeno l'ho percepito. E non ci sarà mai regalo che possa valere un uomo che ti guarda negli occhi e ti dice qualcosa di bello. Poi comunque siamo sempre insieme. La settimana che è appena trascorsa era in malattia, ma è sempre stato con me. Un po' a casa mia, un po' a casa sua, ma non si è mai risparmiato di svegliarsi alle 6 per accompagnarmi in stazione. E alle 6 di sera me lo ritrovavo di nuovo in stazione, mi portava a casa sua e mi preparava la cena. E'un cuoco bravissimo, tra l'altro. Ed è questo il problema. Un mese e mezzo di frequentazione assidua che cosa ci fa diventare? So che sono inflessibile e non riesco a non ragionare per etichettature, ma due persone che si comportano da fidanzati, sono fidanzati? Il poliziotto ed io, stiamo insieme? Non so perchè per me sia così importante saperlo. Alla fine la cosa veramente importante è il tempo che trascorriamo insieme, i suoi messaggi spontanei, le sue mani che non mollano le mie. Sì, sono queste le cose importanti. E tuttavia io continuo a non essere serena. Forse una piccola etichetta, un post-it, un segnalibro che certifichi la nostra "relazione" potrebbe tranquillizzarmi. E' stupido, vero?
Il mio amore per te ha sensi di colpa e rimpianti, a volte fa vacillare i miei passi. Me è solido, forte, può superare ogni ostacolo. Anche se sarò ridotto a sola polvere, ti abbraccerò con le mie ceneri. Lu Xiaobo.
04 Ottobre 2010
Dammi una lametta che mi sgaro le vene. Direi che la Rettore sia il miglior modo per affrontare questo lunedì,il primo veramente autunnale. Contanto di nebbia. Oggi a Bologna è San Petronio, festa. Peccato che io lavoro a Modena e me lo prendo allegramente nel culo. Aspetta, fammi controllare chi e quando è il patrono di questa amabile ciUittadina.
San Geminiano di Modena, 31 gennaio.
Ma comeeeee?? Mi satate dicendo che la prossima festa patronale sarà nel 2011?? Ma ziobèl! La buona notizia è che il calendario suggerisce sarà un lunedì. Oddio che frase complicata che ho fatto. L'avete capita tutti?
Vabè, completo e totale delirio da inizio settimana lavorativa, come più mi si confà. Il mio collega è in malattia e io sono nella più totale nullafacenza. Visto che col mio lavoro sono sempre in pari, solitamente sbrigo il suo. Oggi che non c'è qualcuno mi spiega cosa farò? Ho perfino facebook bloccato, quindi niente giochini. Wuffa.
Stanotte ho dormito dal poliziotto, che mi ha accompagnata in stazione. *___* Lo so, ora che lo sapete state tutti meglio. Sto rendendo il mondo migliore. Sì. E sto producendo PIL senza fare niente.
La vita è bellissima.
01 Ottobre 2010
Stamattina credo di avere il giusto quantitativo di ormoni nel mio sangue. Circolano bene, mi tengono sveglia e allegra. Il che è meraviglioso. E continua ad essere meraviglioso lui. E io che non so più dove sbattere la testa. Continuo a cercare di reprimere tutto, ma mi sembra una diga piena di falle. Potrei scoppiare da un momento all'altro. No, non mi ha ancora dato nessuna certezza. Non esiste nessun noi e nessuno dei due accenna a farlo esistere. Però continuiamo ad esistere insieme, il che, forse, è già un po' un "noi". L'idea che questa piccola conquista potrebbe essere un'illusione e che potrebbe svanire in una nube di fumo da un momento all'altro è quello che, al momento, mi sfinisce. Sapete quei pensieri malsani dettati da nient'altro che dalle vostre insicurezze? Tipo uno che non sta tanto bene e inizia a pensare che, forse sta morendo. Ecco sì, dei deliri del genere. E io sono la specialista dei deliri come Bref è lo specialista del pulito. Livelli di professionalità altissimi. *tin*.
Ieri sera mi ha fatta ridere, un sacco. E' pericolosissimo farmi ridere.
parliamo di altro. Parliamo di recensioni cinematrografiche. Ho visto mangia, prega, ama. Lasciatevelo dire in modo fantozziano: è una cagata pazzesca. A parte che un qualsiasi italiano con un minimo di amor proprio e verso le proprie tradizioni si sentirebbe offeso, io sono rimasta totalmente indignata. Quel film è stata veramente la fiera del luogo comune. Prendete una quarantenne annoiata con un pacco di soldi e amici più imbazzati di lei. Questa prende e parte e sta 4 mesi a Roma perchè "le piace mangiare". Com'è vista Roma in tutto ciò? A parte che la città non è città, ma un grosso ristorante all'aperto. Ma poi...
a) Non ci sono macchine. Solo Vespe. Tante vespe che girano per la città coem se a roma non ci fosse altro. Abbelli, la dolce vita felliniana è morta circa 60 anni fa. Sto film è ambientato l'altro ieri, l'incoerenza cultural-temporale comincia a farsi alquanto imbarazzante. b) La padrona di casa che affitta alla Roberts è una tizia siciliana. Come se a Roma ci fossero solo dei siciliani, no? Cioè, mi avessero messo una aszdaura tipo la Sora Lella ci poteva quasi stare. Ma la massaia terrona no. Tra l'altro quella casa lì è accanto all'ufficio di mia zia, dietro piazza Navona. Tuttavia, è una casa senza riscaldamento, con le pareti che cadono a pezzi. Caro signor regista, non siamo in Angola. Anche noi poveri italiani sottosviluppati abbiamo acqua calda corrente nelle case. c) per la città vagano anziane con la pezza in testa che bevono dai nasoni. E Julia Roberts che ci fa la classica figura dell'americana pezzente che si schizza perchè, santo cielo, è davvero difficile bere da una fontana. d) un improbabile Luca Argentero che mentre è dal barbiere insegna che, in fondo, noi italiani siamo dei fannulloni che siccome si stancano a non fare niente, si riposano non facendo niente. Appunto, il dolce far niente. Ma sticazzi no? Io mi sarei rifiutata di dire una cosa del genere. E sempre in tema Luca Argentero, questo ha una madre che vive nella campagna burina e, da buona burina non poteva che avere un nome improbabile: RUFFINA. Maddai, stiamo scherzando? Ed è proprio nella casa della signora Ruffina che la colonialista Roberts importa la tradizione del Thanksgiving, dove ci si scambiano parole al miele e convenevoli spiccioli. Con, ovviamente, l'italiano bamboccione che si scorda di scongelare il tacchino. Pezzo di idiota. e) Parliamo della gita fuori porta a Napoli per mangiare la pizza da Michele? Contanto di condanna ai sensi di colpa per qualche chilo in più e l'ode alla taglia dei pantaloni in più. Si, peccato che quando vanno a comprarsi i jeans si mettono in due per chiudere il bottone della taglia 40. Tesoro, esiste anche la 42 e sei perfino libera dalla fatica di assumere qualcuno perchè ti chiuda il bottone mentre muori in apnea. f) questa è bella: ragazzi romani che tengono le loro mani a pochi centimetri dalle terga di fanciulle ignare, sussurrando alle loro orecchie "bbbone bbbone...ma quanto siete bbbone". Ehm, quelli sono rumeni, non romani. Mi sa che c'è stato un refuso di stampa nella sceneggiatura. g) sono già a metà dell'alfabeto. Forse è meglio se mi interrompo.
Però posso dirvi che la parte in Italia è solo la prima. Poi si passa in India e infine Bali. Non oso immaginare quante cagate sono state sparate sulla cultura di questo paese. Per non parlare di Julia Roberts che, una volta a Bali, trova lo stallone brasialiano da cui farsi impalmare ma, sfortunatamente, alla prima occasione in cui parlano dopo due settimane di sesso ininterrotto, sbrottano.
Il tutto coronato da un lieto fine alla melassa.
Che film dimmerda. Non potevo tornare a vedere Inception?
29 Settembre 2010
Da un hermes di Santa Astarte Apostola, a Pensieri:
Guarda, non so cosa risponderti..ti dico che negli ultimi due giorni mi sento proprio pervasa dallo spleen...ho una tristezza addosso che mi mettono i comportamenti degli altri. e per quanto non me ne colpevolizzi (perchè dovrei?) non riesco a farmela scivolare addosso. ci vivo in mezzo, assorbo questa tristezza e inevitabilmente la metabolizzo. un po' come il fumo passivo. che fastidio.
Se le persone la smettessero di comportarsi come degli emeriti pezzi di merda, il mondo circostante vivrebbe in un clima di relativo zen. Ce la facciamo a essere un po' meno egoisti?
26 Settembre 2010
Inizierei con un messaggio promozionale: andate assolutissimamente a vedere Inception. Gran film badass coi controcazzi. Non mi esaltavo così a vedere un film al cinema da non so quando. Bellissimo. Ti cattura e ti rimane dentro. Io sono ancora su di giri e non escludo che tornerò a vederlo. Magari col poliziotto stavolta *__* Partendo dal messaggio promozionale, proseguo. Ieri sera al cinema oltre a esserci gli amici di sempre c'era anche il fotografo di nozze di mio fratello. No, non è che volevo farmi fare un book da mettere su facebook di me che mangio i popcorn al cinema, ma siccome era da queste parti mi ha chiesto se potevamo vederci e così è stato. Una personcina a modo, molto affabile. Non fosse che pensavo avesse sui 30 anni e invece si è scoperto averne 21. Quando si dice "portarseli bene". Ma non è finita. Mentre eravamo al cinema e lui voleva mettermi dolcemente i popcorn in bocca, ho cominciato ad avere il sentore che qualcosa non andasse. Premetto che le sue dita non hanno MAI sfiorato le mie labbra, ma insomma. Non è una cosa che io farei abitualmente con una che conosco appena e che vedo per la seconda volta nella mia vita. A meno che...a meno che non voglia provarci -.-.
Difatti. Ci ha provato. Ma perchè? Perchè una non può essere gentile che subito uno si sente in diritto di cacciarmi le dita in bocca? Mah. Per carità, sono lusingata. Ma la cosa finisce qui. E invece no. Lo accompagno alla macchina. Lo saluto con distacco e torno a casa. Il tempo di entrare in casa che mi telefona per dirmi "che se mai dovesse andare male col poliziotto, lui è lì ad aspettarmi". Si, la cosa è molto dolce. Molto tenera. Ma la mia mente non è così elastica e...fa fatica ad accettare il concetto. Così fatica che me ne sbatterò. Oh.
Parlando dello splendido uomo in divisa, questo fine settimana è tornato un po' a casa dai suoi. Sono stati dei giorni di depurazione, si. Però...mi è mancato. Mi sta mancando tutt'ora e fino a domani (almeno) non lo rivedrò. E quest'ansia di rivederlo spaventa. Perchè mi comunica solo una cosa: che mi piace. E non è una cosa statica, no. E' che ogni giorno che passiamo insieme mi piace sempre di più. Voi non avete idea di cosa significhi aprire gli occhi al mattino e vedere i suoi. Addormentarsi sul suo petto con lui che ti stringe forte. Per una che, fondamentalmente, nella sua vita è sempre stata da sola e che queste cose le ha semrpe viste fare agli altri, è una scossa notevole alla propria quotidianità.
L'ultimo abbraccio che credevo fosse sincero era uno specchietto per le allodole. E ci sono rimasta secca. Cosa succede se anche questo ragazzo meraviglioso si rivela un bluff? Ho paura! E nessuno che, santamadonna, riesca a coglierlo. Vedo un sacco di ottimismo nell'aria del tipo ah-no-ma-vedrai-che-lui-è-diverso. Non è una questione di lui. Qualcuno ce la fa a mettersi nei miei panni? A farmi un inception durante il sonno, entrare nel mio subconscio e tranquillizzarmi? Io mi sento paralizzata.
23 Settembre 2010
Fermatemi. Questa corsa mi sta piacendo troppo. DOVETE farmi scendere.
20 Settembre 2010
That makes me scared, alright. This could be nothing, but I'm willing to give it a try.
Sono state le parole di questa canzone che mi hanno spinto a postare, in questo momento. E' una canzone che mi è sempre piaciuta, a prescindere dal testo. Testo che, credo, ho ascoltato davvero solo adesso per la prima volta. E ha preso un significato alquanto inquietante.
Il poliziotto alla fine ci è venuto al matrimonio. Nessuna pressione da parte mia, un gesto spontaneo da parte sua. Superato l'imbarazzo iniziale, si è ambientato molto bene. Soprattutto tra le varie milf che gli sbavavano addosso. Madre e zie comprese. Almeno lui l'imbarazzo l'ha superato...è lunedì e ogni volta che ci ripenso non riesco a non aver voglia di sotterrarmi. La ragazza di mio fratello, ad oggi moglie, mi ha candidamente confessato che mia madre ha avuto in precedenza il sospetto che fossi lesbica, dopodichè ha espresso il desiderio che "magari ci fosse qualcuno a Bologna a spupazzarsela". Oh_mio_Dio. Insomma, il mio poliziotto è stato fantastico. Impeccabile, bellissimo. Il suo istinto paterno nei confronti della mia baby girl (la mia cuginetta di 2 anni) ha fatto breccia nei cuori delle mamme, nonne, single e fidanzate. E' piaciuto pure agli uomini. Non avete idea. Zii, cugini, amici ed estranei sono venuti a "complimentarsi con me" per essermi trovata un ragazzo così.
Grazie, ma non è il mio ragazzo. E oggi vi posso dire che lo ammetto con una lieve nota di malinconia. Cacchio, sarebbe bello se lo fosse. Ma sarebbe ben più brutto se non fosse, ma troppo tardi. Mi spiego. Sarebbe bello se domani ci svegliassimo insieme nel letto (come facciamo quasi tutte le notti, ormai), ci guardassimo nelle occhiaie e scoprissimo che, sì: mi voglio buttare. Ho capito che ne vale la pena. Però dev'essere reciproca la cosa. Non mi va, giuro, non mi va, di prendermi una cotta (l'ennesima) e scoprire che me la sono presa solo io (di nuovo). Ci sto andando coi piedi di piombo, ma sento che la mia volontà di ferro comincia a vacillare. E lui potrebbe piacermi. Allo stesso tempo non posso permettermi un'altra delusione. Non adesso. Non ora, che avevo trovato una relativa stabilità. E vorrei interrompere tutto, stasera. Ora. Dirgli che non è più il caso. Dirgli, come gli avevo promesso, che appena avrei sentito qualcosa più del "dovuto" gliel'avrei fatto presente. Vorrei rispettare i patti, soprattutto per me stessa. Ma come posso farlo? Ora che ha il suo spazzolino nel mio bagno, le sue merendine nella mia dispensa, il suo barattolo di nutella. Come posso fermare un ragazzo bellissimo e gentilissimo che mi chiede continuamente di vederci? E che sembra farlo con piacere. Che non ha paura ad abbracciarmi in pubblico, che mi abbraccia anche quando dormiamo. E' vero, dovrei prendere quello che mi capita, come capita. Dovrei smetterla di programmare la mia vita. Il fatto è che io ci vivo, di programmi. La certezza di sapere cosa succederà tra poco nella mia vita è un caposaldo che mi tiene mentalmente sana. Vivere nell'incertezza è un dubbio che raramente sono stata disposta a correre. Anche perchè, le volte in cui l'ho fatto, sono rimasta sempre fregata. Quindi via ai programmi. Che siano relativi a stasera o tra due mesi. Esempio: se so di avere ospiti, devo sapere esattamente cosa mangeremo, cosa piace e cosa no. E ho sempre il piano di riserva. Sto male se non so che tutto andrà al meglio che posso offrire. Mi sento personalmente offesa da me stessa. Vivo di schemi. Credetemi, se da una parte salvano il culo, dall'altra te lo spaccano in 4.
Concludo. So che dovrei lasciarmi gli schemi alle spalle, soprattutto quando si parla di sentimenti. Ma per una volta, una sola, non posso avere una certezza affettiva come tutti hanno? Mi piace. Davvero devo interrompere tutto?
A voi esperienziati lascio la parola.
PS necessario. Stamattina alle 6.35 accendo il lettore mp3, come tutte le mattine alla fermata del bus. Prima canzone che passa: unhappy birthday degli Smiths. Già cazzo, il ricordo del tuo compleanno appena passato mi è piombato addosso come un macigno. E dire che non me lo sono neppure ricordato in tempo, tanto ero presa dal matrimonio. Ebbene: I've come to wish you an unhappy birthday, 'cause you lied. E ogni giorno che passa, DIO!, me ne rendo conto sempre di più. Estùpida.
11 Settembre 2010
Allora, stai tranquilla, non è vera. Difatti, dopo un venerdì sera coi fiocchi a casa sua, un sabato mattina (le 6 -.-) in cui sono rimasta rannicchiata nel suo letto mentre vedevo che si metteva la divisa per andare a lavoro, che l'ho aspettato preparando il pranzo nella sua cucina, che abbiamo dato sfogo alle nostre pulsioni carnali....eccaallà: IL DISCLAIMER. Il tutto inizia con la tipica frase "ma tu cosa pensi di me?". Che io, quando me l'ha detto, ho subito sentito puzza di bruciato. Che cazzo penso io di lui? Certo non ti amo, se ti preoccupa tanto. Mi piaci? Si. Soprattutto dopo ieri sera. Che mi sono lasciata andare, come mi avevate suggerito (Soleblu :*). Cacchio, lasciandomi andare è stato tutto molto bello. Si, ok. Ma che penso di te? Gli ho detto che mi sembra proprio bravo, ma ho la tendenza a non fidarmi più, nè ad aspettarmi qualcosa.
Ah ecco. No perchè infatti...
Infatti cosa?
Infatti #1 -- io sono proprio una brava ragazza, perbene, buona (quante volte devo sentirlo questo ritornello?), ma lui adesso proprio di fare il fidanzato non sa se ha voglia (te l'ho chiesto?); ma non si sa mai. Infatti #2 -- ci ha ripensato sulla cosa del matrimonio. Non è più convinto. No cioè, va anche bene. Posso perfino capirlo, tant'è che quando mi aveva detto di si io ci ero rimasta di stucco. Le spiegazioni sul voltafaccia non servono a me, che le posso anche mandare giù. Ma io adesso, e scusate il cazzo se sono egoisticamente egocentrica, che cosa dico a casa?
Boh, dirò che ha avuto casini a lavoro. Che palle mentire su ste cazzate, veramente. Ma andava tutto bene...non poteva continuare così?
Non capisco perchè il destino si diverta a prendermi così per il culo: quando mi infrigidisco, sembra quasi che non ne ho motivo. Quando mi addolcisco, quando mi fido..ecco che dietro l'angolo c'è l'inculata. Io me l'aspettavo. Quindi gli ho anche mentito: non è mica vero che ho imparato a non aspettarmi niente. Merdosa.
Ashanti, The way that I love you
10 Settembre 2010
Post utile alla comunità. Di seguito alcune mie piccole cose personali che aumentano la mia autostima. Magari aumentano anche la vostra, se vi ci ritrovate. Cose di cui essere fieri, parte 1:
- saper leggere, scrivere e tener di conto. Sono le basi della civiltà, nonchè della comunicazione, quindi delle relazioni sociali - saper distinguere la preposizione "a" dal verbo "avere". Vi ricordo che in latino "avere" era il verbo "habere", la cui /h/ iniziale era muta, motivo per cui è andata perduta nell'evoluzione della lingua italiana. Il fatto che sia muta, non significa che non sia presente nella sua forma scritta. Altrimenti, non ci son cazzi, è una preposizione. Siate fieri se anche voi sapete la vostra lingua, non sempre le persone che vi circondano sanno fare questa piccola distinzione. - appagare sessualmente il proprio partner. Ti dà quella sensazione di onnipotenza ogni volta che vedi la sua espressione compiaciuta. in quel momento, tu puoi fare il bello e il cattivo tempo di tale persona. - sperimentare una ricetta nuova e scoprire che ti viene da dio. - la sensazione di calore di una cena tra amici. Molto meglio se sei tu a cucinare. Magari la nuova ricetta. - la brioche calda al mattino. - la baguette calda. In ogni momento della giornata va bene. Se poi ci schiaffi due dita di nutella e mascarpone, pure meglio. - riuscire in una cosa che ti dicevi "non ce la farò mai". E' sempre bello superare se stessi. - la sensazione di benessere quando si basta a se stessi. Perchè, bene o male, staremo insieme a noi stessi fino alla morte. - dimagrire. Salire sulla bilancia e vedere che la lancetta, o il display, segnano di meno è sempre appagante. Soprattutto se non hai fatto sforzi per ottenere un risultato tanto glorioso. - fare shopping intelligente. Ovvero comprare cose inutili che possano riempire i tuoi vuoti. - fare shopping intelligente (n°2). Ovvero comprare qualcosa di utile e sapere di aver speso il meno possibile. - trovare dei soldi per terra. In effetti non mi capita da anni. Ma è sempre bello. - prendere il bus a corsa. Si, ma che fatica. - concludere la giornata e sentire di non averla buttata via.
Si, secondo me si sente che sto vivendo un periodo di relativa stabilità e serenità emotiva. Visti i miei frequenti momenti di depressione, sono ampiamente disponibile a condividere questo tesoro che ho trovato -- finchè ne dispongo -- con chi, al momento, non ce l'ha. E per i primi 100 che telefonano anche una pelliccia in vero pelo di cane chiUaUa e inserti di cimice siberiana.
Ma anche no. Odio dover prendere posizioni, ma odio ancora di più non avere la facoltà di prenderle. Come potrei? Stare in mezzo non è sempre virtù, talvolta semmai un limbo. Un purgatorio. Un luogo ameno dove due forze identiche e opposte ti trascinano. Ora da una parte, ora dall'altra. Ed è lungi dall'essere un movimento che ti culla, che ti coccola. E' piuttosto un vortice impietoso dove tu urli "basta! basta perfavore!" ..ma nessuno ti sente. Oh, se solo avessi la bacchetta magica, rimetterei tutto a posto. Tutto sotto la idilliaca, pacifica campana di vetro. E io che ne osservo il contenuto, estasiata. Affascinata. Invidiosa. Incredula. Sognatrice. Così come mi piaceva che fosse, così come vorrei che fosse ancora. La mia posizione l'ho presa: la reazione. Nel senso di 'riportare le cose allo stato precedente'. Ma come tutte le mie posizioni, è impraticabile. Frustrazione e impotenza, venite a me!
E stasera rivedo il mio poliziotto. Ha detto che viene a prendermi diretto dal lavoro...ergo, in divisa. Io non so resistere alla divisa.
Es gibt Verliebte, die in die Liebe wie in die Sonne blicken, sie werden bloß blind, und es gibt Verliebte, die das Leben zum ersten Mal staunend erblicken, wenn es von der Liebe beleuchtet wird.
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