Riesco anche a fare un post fino in fondo. Vi devo un sacco di spiegazioni, e le devo anche a me stessa, visto che mettere nero su bianco mi ha sempre aiutata a fare chiarezza in questo caos che è la mia testa. Sono le 9 in punto, sono in ufficio da sola e inizio a scrivere questo post.
Siete rimasti...boh. Alla Polonia e ai miei successivi farfugliamenti. Ebbene, il poliziotto è stato in Polonia 5 giorni e in quei 5 giorni è andato a letto con un troione spagnolo. Ora, non è che la chiamo "troione" solo per una questione di orgoglio, ma non è proprio quella che considero una ragazza acqua e sapone come, in un certo senso, posso esserlo io. Come faccio a dirlo? Eh, è qui IL punto, quello che ha scatenato tutto. Purtroppo viviamo nell'era di facebook. E in quest'era, la privacy non è più un diritto, quanto piuttosto un'eventualità. E proprio su facebook un pomeriggio vedo che il poliziotto diventa amico di questa strafiga. Senza saper nè leggere nè scrivere, capisco subito che ci ha scopato. Non saprei dirvi perchè l'ho pensato, ma è stato comunque un pensiero talmente cristallino e fulminante che non poteva essere solo un presentimento: era così. Sapete quando si dice sesto senso? Ecco. E' quella sensazione di certezza potente e spaventosa. Il mio sesto senso è stato sempre molto acuto, anche se spesso ho mentito a me stessa tacciandomi di essere solo paranoica. Vedi ad esempio col romano...si, te. Che tanto lo so che leggi. Ci avevo visto bene no? Sei un pezzo di merda.
Torniamo a noi.
Dopo aver visto la cosa di facebook, ho passato giorni di tormenti in cui cercavo di calmarmi e dirmi che "forse non è così". Lui torna, viene subito a casa mia. Ceniamo, è spigliato. Mi racconta di cosa ha fatto, cosa ha visto. E io che aspettavo col groppo in gola. Niente, nessuna menzione alla spagnola. Il che mi rende ancora più sospettosa, ma mantengo la calma. Andiamo a letto, mi coccola, iniziano i cosiddetti preliminari (un particolare che non ci tenevo a dirvi, ma fa parte del racconto). Dopo averlo soddisfatto ci mettiamo a dormire. Ancora nessuna menzione alla spagnola. E io non ce l'ho fatta. Mentre eravamo ancora abbracciati gli chiedo un banale "ma hai fatto il bravo in Polonia?". La sua risposta è stata una risata, isterica. Il mio cuore si blocca per un attimo, dopodichè parte il panico. Lui che cerca di trovare delle parole e l'unica cosa che riesce a chiedermi è "che pensi? che pensi di me?". Io che non riesco a trovare nemmeno una parola, nemmeno un insulto. L'unica cosa che sono riuscita a dirgli è di vestirsi e andarsene. Mentre si rivestiva cercava di parlarmi, ma non gli ho mai dato questa possibilità. E' riuscito solo a chiedermi "ti ho delusa, vero?". Non so con che occhi sia riuscita a guardarlo, ma probabilmente erano un misto vuoto/lampi. E dopo averlo incenerito con uno sguardo, se n'è andato. Sembrava davvero dispiaciuto.
Beh, io lo ero un po' di più.
I due giorni successivi non faceva altro che lasciare messaggi sul suo facebook dicendo quanto stesse male per la cosa, quanto fosse dispiaciuto, quanto avesse ancora la necessità di parlarmi. Dopo una dose eccessiva di diazepam, decido di riaprire i contatti. Gli scrivo una mail, chiedendogli cosa avesse di tanto importante da dirmi se non la solita solfa del sei-tanto-una-brava-ragazza-ma-io-adesso-non-me-la-sento.
E per una volta, posso dirvi che mi sono sbagliata. Non voleva dirmi quello. E non voleva farlo tramite facebook. Quindi ci siamo visti la sera, ho lasciato che parlasse. Mi aveva scritto anche una mail, nel frattempo. Ha detto di essere sinceramente dispiaciuto, che non sapeva cosa l'avesse spinto a comportarsi così, che non aveva mai fatto il coglione in giro, che le ultime due storie (finite male) l'avevano provato a tal punto che nemmeno lui sapeva più cosa volesse o come volesse ottenerlo. Quello che ci ha tenuto a precisare, è che con me sta davero bene. E' tranquillo. Tutto quello che abbiamo fatto insieme in questo mese e mezzo lo ha reso felice e vedermi così delusa quel giovedì sera per lui è stato insostenibile. Ha detto che non voleva perdermi, ma allo stesso tempo non poteva nemmeno convincermi.
Amiche, amici se ci siete, credetemi: con la stessa certezza in cui ho percepito il tradimento, ho percepito anche il dispiacere. Era lì, scritto nei suoi occhi, insito nelle sue parole. E non ce l'ho fatta. Avrei, giuro!, avrei voltuo trattenermi, fare la ragazza ferita ed emancipata che lo sfancula. Ma non ci sono riuscita. Prima di tutto perchè lui mi piace, seconda di poi perchè per la prima volta mi è sembrato che un ragazzo si rivolgesse a me in modo sincero. Ci siamo dati una nuova possibilità, ma con nuovi presupposti. Forse ancora non stiamo insieme, anzi, di sicuro non stiamo insieme. Ma ho posto come limite l'onestà. E per me onestà non significa tradire e poi venire a dirmelo. Quella per me è un'onestà a senso unico di cui non so cosa fare. Onestà per me significa analizzarsi, chiedersi cosa si vuole davvero. Se non sono quello che vuoi, prima lasciami e poi vai con un'altra.
Un tipo di onestà che forse non sono riuscita a mantenere.
Mi fermo qui, faccio il post in due tranches. Almeno potete respirare un po' anche voi.
7 commenti
wow
Lasciando perdere che sono la persona più empatica che conosca...hai vissuto dei momenti atroci!
mi spiace sinceramente...se dovesse capitare a me, non so cosa potrei fare e dire...(tra un mese e poco più il mio ragazzo partirà per lavoro e starà via anche lui una settimana...andrà in cantiere...e lì, si sa...9 su 10 cantieristi hanno una seconda vita...quindi non so chi potrebbe indurlo in tentazione...)
comunque...son curiosa di sapere la seconda parte della storia...com'è??? tipo L'ultimo bacio...lei lo perdona, partorisce e poi gli rende pan per focaccia? oppure qualcosa di più soft?
sono all'ascolto! :D
bacio
ok, avevo intuito
E soprattutto, mi permetto di fare un'ultimo ma necessario appunto: sei TU che hai scelto di dare una seconda possibilità a lui, che cinicamente potrei definire "pezzo di merda" ma non credo che apprezzeresti.
E se così fosse, mi dispiace ma ne dovrà passare ancora di acqua sotto i ponti.
Ok, ti piace, vogliamo dire che ci stai sotto? ci stai sotto. Ma mi spieghi come farai a non pensare, la prossima volta che farà amicizia e/o scambierà due chiacchere guarnite da risatine simpatiche con una ragazza, che ci cascherà di nuovo? nessuno può impedirgli di farlo. Nessuno se non la sua coscienza. Ma se questa ha già fatto cilecca una volta, dopo che succede?
Sì, lo so, sono una fautrice del "se non lo vivi non puoi saperlo" ma in questo caso, me ne darai atto, sarebbe controproducente.
(scusa il commento lungo e rompipalle ma mi dispiace per un sacco di cose, che esulano anche da questa vicenda)
...
guarda, immagino come tu sia stata (di sfighe me ne intendo) e mi pare di percepire che dare una seconda possibilità sia una scelta non da poco.. sarebbe più semplice e sicuro mandare a fanculo e tanti saluti.
So anche però che fare un tentativo è un modo per sentirsi meno male.. sperando che il tuo sesto senso funzioni anche per le cose "pentimento vero", ossia quelle cose per le quali il mio invece è rotto (non ci azzecco mai e anzi, mi ri-fregano).
Bon bon.. aspetto gli altri sviluppi.. sperando che sto imbecille si cosparga abbondantemente il capo di cenere fino a diventare più che brizzolato prima del tempo!